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L'antico ''Boscarin'' gemello di Chianina

Il manto è bianco latte, ancora scuro solo negli esemplari giovani, mentre le maestose corna a lira, dalle punte incappucciate con due palline di ottone, ricordano quelle del minotauro, suo mitologico progenitore. Il collo grosso, le spalle possenti, l'incedere lento e maestoso uniti a una stazza imponente (una bestia giovane arriva comodamente alla tonnellata) fanno del bue istriano un monumento della natura. Fino a qualche anno fa se ne vedevano ancora avanzare lenti nei campi dell'Istria interna, lungo la valle del Quieto o nell'agro polese, da Pisino in giù. Ma ormai il "Boscarin" (così in Istria, da secoli, viene chiamato il bue locale) è ridotto a una reliquia genetica …

L'antico ''Boscarin'' gemello di Chianina, Giusto de Mar 04-2003 (PDF 581 kb)

Quei due ferrovieri scoprirono l'oro

Cosa ci facevano quei due matti di italiani con i cani da caccia nei loro campi? I contadini della valle del Quieto, fra Portole e Livade, li guardavano incuriositi, poi capirono: “Ah, i cerca le patate che spussa”. Loro chiamavano così quegli strani tuberi che ogni tanto saltavano fuori sotto i colpi della zappa: patate puzzolenti, cibo per i poveri. Ma i due matti italiani sapevano di aver scoperto l'oro dell'Istria: il tuber magnatum pico, insomma il tartufo bianco …

Quei due ferrovieri scoprirono l'oro, Livio Missio 03-2003 (PDF 708 kb)